Strategie e performance di banche e intermediari finanziari - Strategies and performance of bank and financial intermediaries
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12 temi di lavoro per gli amministratori indipendenti e gli active investors delle banche

Le Considerazioni Finali sul 2018 del Governatore della Banca d'Italia contengono, se opportunamente meditate e se lette con intenti strategici, non poche indicazioni utili per lo sviluppo dei modelli di business delle banche e degli altri intermediari finanziari. Esse dovrebbero quindi rappresentare una rivelazione continua sia per gli amministratori indipendenti che operano nel settore (ma quanti, fra loro, hanno davvero letto le Considerazioni Finali, sempre così impegnati a fare networkig?) sia - ed ancora di più, perchè ci hanno messo i soldi - per gli active investor (i quali, per nostra sfortuna, sono quasi del tutto assenti in Italia).

Suggerisco, pertanto, di esaminare con criteri filologici il capitolo denominato "Banche, finanza, vigilanza", che si estende da pag. 13 a pag. 18 delle Considerazioni Finali e che riporta almeno una dozzina di temi di lavoro, così riassumibili (grassetti miei):

1.Le banche italiane debbono imparare ad essere molto più reattive al cambiamento: "Anche se il rafforzamento dei bilanci delle banche italiane è proseguito nel 2018, gli effetti della crisi non sono ancora pienamente riassorbiti e rallentano la reazione degli intermediari ai profondi cambiamenti nella struttura del mercato, nelle abitudini della clientela, nella regolamentazione finanziaria, nella tecnologia."

2. "Le prospettive per le banche rimangono strettamente legate all’andamento dell’economia e alla percezione del “rischio paese”, che si riverberano sulla qualità degli attivi e sul costo da sostenere per reperire risorse sui mercati." Una banca ben gestita deve riuscire a "sganciarsi" quanto più possibile da questa trappola aumentando progressivamente i livelli di capitalizzazione, riducendo la base costi ed elevando i livelli di reddività ben al di sopra del costo del capitale;

3.Vi sono troppi ritardi negli investimenti in innovazione finanziaria: "Il ritardo nella risposta alle sfide poste dall’utilizzo delle tecnologie più complesse rischia però di determinare una progressiva erosione delle quote di mercato. Secondo le nostre indagini la metà delle banche non ha ancora avviato, né sta pianificando, sperimentazioni in questo campo, ad esempio nell’impiego di nuovi strumenti per la valutazione del merito di credito. Le risorse dedicate a questi progetti sono relativamente contenute e concentrate presso gli intermediari più grandi." Senza investimenti nella digitalizzazione - quali ad esmepio big data, machine learning, distributed ledgers - non è possibile cogliere ulteriori possibilità di ottimizzare l'offerta di prodotti e servizi, riducendo al contempo i costi di esercizio e di gestione dei prodotti;

4.La Vigilanza della BCE e della Banca d'Italia sono destinate ad utilizzare sempre di più le nuove tecnologie digitali: "Anche in Banca d’Italia si sperimenta l’utilizzo delle nuove tecnologie nell’attività di supervisione. Il ricorso a strumenti di intelligenza artificiale non è limitato alla ricerca di miglioramenti nelle previsioni di variabili economiche e finanziarie; si mostra utile nelle analisi volte a valutare il grado di fiducia dei risparmiatori negli intermediari; rende più efficace l’azione di contrasto al riciclaggio." Gli investimenti in tecnologie digitali da parte delle banche, pertanto, dovrebbero assumere anche una valenza utile per sviluppare l'interlocuzione con la Vigilanza;

5. "L’importanza della prevenzione e del controllo dei rischi cibernetici è destinata a crescere in un sistema sempre più digitalizzato e interconnesso e nel quale è in progressivo aumento il ricorso a servizi esterni." La sicurezza cibernetica è un ambito di lavoro che impatta su tutto il sistema dei controlli interni e non può essere lasciato nella mani del CIO e/o del CEO. Essa richiede l'adesione agli standard internazionali più avanzati, con problematiche e rischi interni del tutto nuovi. Non è un tema difficile, se ne debbono occupare tutti i consiglieri ed i sindaci;

6. La qualità del credito è migliorata, ma gli UTP sono la nuova frontiera di lavoro. "Con il calo delle sofferenze conseguito negli ultimi anni, oltre la metà dei prestiti deteriorati netti delle banche è oggi costituita da esposizioni verso imprese in situazione di temporanea difficoltà (le cosiddette inadempienze probabili). È importante agire per favorirne il più possibile il rientro in bonis; come avviene in altri paesi, il ricorso a operatori specializzati, quali i fondi di turnaround, può fornire, eventualmente in associazione con le stesse banche, risorse e conoscenze funzionali al rilancio delle aziende in difficoltà. Andrà verificato il contributo che la riforma della disciplina delle crisi di impresa potrà apportare all’efficacia dei processi di ristrutturazione aziendale.Quest'ultimo tema assume, in particolare, un'importanza centrale se di desidera che le interlocuzioni con le PMI generino molti meno UTP e NPL; 

7. "Nel 2018 la redditività ha mostrato segni di miglioramento, principalmente a seguito della riduzione delle rettifiche di valore sui crediti e del contenimento dei costi operativi. Ma il rapporto tra costi e ricavi è ancora elevato (66 per cento) e il rendimento del capitale (5,7 per cento) resta inferiore a quello che gli investitori chiederebbero per sottoscrivere azioni di nuova emissione. Il divario, che risente anche del più elevato “rischio paese”, ostacola l’accesso al mercato e il rafforzamento della base patrimoniale degli intermediari italiani."  L'azione di riduzione dei costi operativi deve proseguire senza sosta, anche in ottica di sostenibilità, ed i CEO che non assicurano un rendimento del capitale adeguato vanno rimossi;

8. La riconfigurazione della raccolta da clientela a più lunga scadenza è un altro tema di lavoro cruciale. "L’ammontare di obbligazioni bancarie in scadenza entro la fine del prossimo anno supera i 70 miliardi. In una fase in cui i rendimenti all’emissione sono alti nel confronto internazionale, la raccolta di fondi sul mercato rappresenta una sfida impegnativa anche per le banche di maggiori dimensioni: le nuove regole sulla gestione delle crisi richiedono di costituire un’ampia riserva di passività in grado di assorbire le possibili perdite e ricostituire il capitale." In tempi di tassi negativi un bravo banchiere riesce a farsi pagare per custodire la liquidità della clientela, salvaguardando comunque un equilibrio tra le scadenze dell'attivo e del passivo. Sarà interessante osservare quale banca riuscirà a pagare meno la raccolta da istituzionali;

9. il miglioramento della performance delle BCC e delle popolari di minori dimensioni richiede la definizione di alleanze strategiche in ogni comparto. Se per le BCC "I nuovi gruppi dovranno mirare a conciliare i benefici della vicinanza e della conoscenza che le singole banche hanno nei confronti delle imprese locali con l’efficace sfruttamento di sinergie di costo, così da incrementare la redditività e la capacità di fare ricorso al mercato quando necessario; l’impegno su questi fronti deve essere massimo." per le popolari di minori dimensioni "... è pressante l’esigenza di realizzare forme di stretta cooperazione o aggregazioni che consentano di competere sul mercato. Queste azioni sono necessarie per preservare la capacità di utilizzo delle risorse raccolte a livello locale per finanziare, con lungimiranza, lo sviluppo dei territori, in particolare nel Mezzogiorno." E, come ci insegna Gary Hamel, la definizione di alleanze strategiche richiede una cultura manageriale davvero molto evoluta....

10.la tutela della clientela è un tema centrale non solo per lo sviluppo della redditività delle banche (minori costi, meno sanzioni, più passaparola positivo) ma anche per la vigilanza, in particolare per quella ispettiva: "L’impegno della Banca d’Italia nel campo dei prodotti bancari è intenso; si affianca alla collaborazione con la Consob, responsabile per i servizi di investimento. Negli ultimi anni agli interventi sui singoli intermediari si è aggiunta un’azione generale su aree come l’organizzazione degli uffici reclami, l’applicazione di talune commissioni, le modifiche unilaterali dei contratti da parte degli istituti creditizi, i prestiti garantiti dalla cessione del quinto dello stipendio.Possono sembrare azioni marginali, ma la nostra Vigilanza è bravissima anche in questi microcomparti di attività, e (giustamente) non perdona;

11. "In una fase in cui a livello internazionale le minacce del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo assumono forme ed estensione di particolare rilevanza, l’attenzione volta a impedire la permeabilità degli intermediari vigilati a fenomeni criminali deve costituire un obiettivo strategico dei vertici aziendali." E' un tema da tenere costantemente monitorato e sotto controllo;

12.Per ultimo il Governatore tocca il ruolo dei mercati e degli intermediari non bancari. "Se per le imprese più grandi, in grado di aprirsi al vaglio di soggetti esterni e di sostenere i costi di accesso al mercato dei capitali, la finanza non bancaria è destinata a diventare un riferimento importante, per una grande parte del sistema produttivo le banche rimarranno la principale fonte esterna di risorse. Imprese sane devono potere trovare sostegno, dalle banche o dai mercati, qualunque sia la loro dimensione. Le politiche di gestione degli affidamenti verso microimprese e piccole aziende richiedono attenzione nella selezione e nella misurazione dei rischi; potranno beneficiare dell’innovazione tecnologica, nell’interesse tanto delle aziende che incontrano difficoltà nell’accesso al credito quanto degli stessi intermediari.". Il tema strategico è proprio questo: "imprese sane devono poter trovare sostegno, dalle banche o dai mercati, qualunque sia la loro dimensione.". Questa è la migliore frase contenuta nelle Considerazioni Finali perchè rappresenta un obiettivo, concreto e non difficile da raggiungere, che impegna sia le banche che le Autorità di Vigilanza.